
Photographs
JIMY HENDRIX IN
CONCERT – MILAN, PIPER - MAY 1968.
PHOTOGRAPHS OF EZIO GIONCO ELABORATED BY GIORGIO LANZANI

Questo è il titolo di un libro
fotografico che ho tratto da 25 diapositive che mi sono rimaste di quella sera.
Ad integrazione del mio intervento
pubblicato su questo blog in precedenza debbo precisare che quel
giorno al Piper nel pomeriggio suonarono Wess e gli Airedales e basta,
mentre il complessino degli emuli di Jeff Beck è un mio ricordo di un pomeriggio precedente o
successivo sempre al Piper di Milano con un gruppo
che si esibiva davanti ad uno sfondo dove giravano fotografie psichedeliche.
Inoltre Jimy non aveva cappellini
ma era a capo scoperto. Passo adesso a parlare di come
è nato questo libro fotografico. Io quel giorno ero appunto andato per
vedere il concerto con la mia macchina foto, una Voitglander
Vito C a ottica fissa con un flash che ad ogni foto bisognava cambiare
lampadina.
Quando Jimy
salì sul palco e disse che non avrebbe suonato mi
prese una forte delusione, in più ero stremato dal caldo e dalla ressa, decisi
così di andarmene non senza essermi fatto restituire il soldi del biglietto. Ad
un certo punto mentre mi avviavo verso l’uscita vidi Ezio Gionco
un amico appassionato di musica rock e gli chiesi
gentilmente se avesse potuto farmi le foto del concerto. Ezio accettò e così
gli lasciai la mia a macchina. In seguito Ezio mi restituì il tutto e credo di
non averlo più visto da allora. A questo proposito invito Ezio Gionco a farsi vivo, oppure se qualcuno degli amici comuni
sa qualcosa di lui che me lo faccia sapere. Per tornare alle foto Ezio era
circa in seconda terza fila e naturalmente essendo la macchina a mirino poteva
fotografare solo inquadrando da dove si trovava quindi in quasi tutte le foto
ci sono delle teste davanti a lui.
Le inquadrature sono comunque accettabili e nel complesso il risultato è
soddisfacente per un fans. Per potere trarre da
quelle foto un libro fotografico ho dovuto però
lavorare su diversi parametri per potere ricreare un luce ambiente il più
possibile simile a quella che c’era quella sera e soprattutto per trarre delle
inquadrature che non fossero inficiate da tutte quelle zucche. Questo è stato
possibile grazie ai nuovi software digitali che permettono di ingrandire e
salvare a più di 100 megabytes e di intervenire sulla
luce con infinite opzioni.
Nel complesso il risultato è buono
tenendo conto dell’ottica fissa della macchina e della grana della pellicola. Ultima cosa: non avrei mai potuto autoprodurre
un libro fotografico se non ci fossero oggi nuove tecnologie che permettono di
assemblare il libro grazie ad un software dedicato e di spedire via internet il
materiale alla ditta che poi lo stampa. Vi sono diverse ditte oggi che
stampano libri fotografici via file, io mi sono affidato alla
HP che costa un po’ di più ma che mi sembra affidabile e che finora mi
ha pienamente soddisfatto . Invito chi fosse interessato ad averne una copia a
contattarmi: all’indirizzo e mail mclanz12@gmail.com .
Giorgio Lanzani

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