DIARIO
DI VITA
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10
5 2008 Oggi
sono contento perché ieri il Presidente Napolitano
ha equiparato di comunismo e nazismo nelle aberrazioni che hanno portato a
stragi di dimensioni epocali come scrivevo il mese scorso, mentre leggo che Maroni propone l’arresto per chi entra illegalmente in
Italia come avevo proposto tempo addietro. Però questo non è
sufficiente, a ciò va unito un serio intervento per migliorare le
condizioni dei paesi veramente poveri , che spesso non
sono quelli da cui provengono gli immigrati , perché in una scala di
valori negativa i Paesi veramente poveri sono quelli dove si muore ancora di
fame e di malattie, non quelli dove mancano i cellulari e le TV LCD. Perciò nel mio piccolo per dare un minimo contributo
sto cercando di promuovere la nascita di un centro di smercio per il commercio
equo solidale qui a Pieve.
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5 2008


Sono
stato a Lambrate al cimitero a visitare la tomba di
mio fratello Franco. Penso che faccia piacere ai suoi amici che seguono questo
mio diario vedere queste due foto scattate col mio
telefonino.
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5 2008
Molti
amici hanno seguito in questi ultimi mesi la mia virata rispetto al problema
immigrazione. Ora voglio raccontarvi la mia esperienza personale qui a Pieve di
Soligo. Sono arrivato nel ‘99 e sono andato a
vivere in affitto in Via S.M.Maddalena.
All’inizio la casa era confinante a sinistra con
una casetta dove viveva un’anziana vedova con la quale avevo buoni
rapporti e dall’altra parte la casa era vuota. Fu una sera che vidi dei giocattolini per terra, un trenino e di latta e pochi altri
oggetti. Pensai che fosse un gesto propiziatorio per qualcuno che doveva venire
ad abitarci e che aveva un bambino piccolo. Fu così
infatti e vennero degli africani. La casa era stata acquistata dal
datore di lavoro; qui molti fanno così perchè nessuno vuole
affittare a extra comunitari. Di dove fossero non so dirvelo perché con loro non ci fu mai
colloquio. Unici sparuti episodi, mi ricordo una sera che uno di loro venne a
chiedermi una bottiglia di grappa perché aveva il mal
di gola ( !? ) e un pomeriggio in cui dato che avevo
messo sul giradischi Trans Europ
Express dei Kraftwerk e avevo le finestre spalancate
vidi la giovane sposa ballare con la bambina attaccata all’usanza
africana sulle spalle come se fosse una loro musica. Il giorno dopo nel loro
cortiletto un amico di famiglia passeggiava avanti e indietro nel cortile con in testa un cappellino militare. Non so se la cosa fosse collegata, in ogni caso decisi di non favorire
rapporti con costoro perché non mi fidavo. Non ebbi grossi problemi di
vicinato se non per il fatto che parlavano sempre urlando a voce forte e
così decisi di spostare all’estremità opposta della mia
casa la camera da letto. Un giorno poi me ne andai e
venni a vivere dove risiedo attualmente. La mia casa era duplex, cioè una villetta divisa in due con relativo giardino
separato da una rete metallica. Per un po’ tutto ok: a sinistra due
famiglie pievesi e di fronte un signore anziano, con
cui non ho avuto problemi,a destra la casa era vuota. Una sera suona il
campanello e arriva il mio dirimpettaio con un tipo che assomigliava a Bo Diddley.
Mi
dice che ci sono perdite d’acqua dal mio bagno
perché il suo muro è tutto screpolato. OK faccio , così inizia la storia.
La
famiglia è del Bangla
Desh. Hanno comprato, 280 milioni, lavorano tutti i maschi le donne
a casa. La moglie la conosco due o tre giorni dopo: mi passa
davanti e fa un rutto gigantesco di quelli che neanche Andrea Varani saprebbe
fare.
Per
un po’ lavorano
a ripristinare la casa che è stata chiusa per parecchio
tempo . Un giorno mi si avvicina il capofamiglia e mi dice
che sarebbe bene togliere la rete divisoria del giardino perché è
arrugginita e loro che erano muratori l’avrebbero cambiata senza spese.
Va bene dico io, perché no. Non l’avessi mai fatto….
Da
quel momento appena uscivo nel mio giardino arrivavano subito a chiedermi
questo e quello la mia privacy era sepolta. Penso: finirà quando metteranno la rete. Ma la rete non la
mettevano , invece una mattina trovo una scopa .
Penso:
strano sta scopa non l’ho messa io qui forse non l’avevo vista
prima, sarà vecchia ancora della vecchia
proprietaria e così la prendo e la metto via. Il giorno dopo mi trovo
una loro gomma d’automobile sempre dentro il mio giardino, mi incavolo nero e gliela rimetto dalla loro parte. Una
mattina alle cinque parto per
Da notare che avevano fatto un confine con dei mobili
degli armadietti. Io allora ho
fatto anch’io il mio confine con delle fioriere. Quella sera, quella del
trasloco dico io ero a suonare in bellissimo bosco al Collalto per degli amici. Torno alle due di notte e trovo che mi hanno buttato a terra le fioriere i loro armadietti buttati dentro il mio
giardino.
Non
riesco a dormire, penso ma cos’ho fatto mai io
per meritarmi questo ? La mattina prendo il capofamiglia e minaccio di
denunciarlo. Dopo un quarto d’ora la vecchia rete arrugginita è di
nuovo su.
C’è
un proverbio nostro che dice errare è umano perseverare diabolico.
Così dopo alcune settimane che loro si appostavano continuamente appena
uscivo per salutare
e praticamente chiudere l’episodio decido di rispondere al saluto.
Tutto
contento il capofamiglia mi dice che vuole invitarmi a
cena per fare la pace. OK dico io. Una sera vado ,
porto anche dei biscotti.
La
serata si trascina tra la difficoltà di parlare di qualcosa che ci
accomuni e la noia. Ad un certo punto decido di tornare a
casa, io mi corico presto.
A
quel punto per loro io sono diventato loro amico.
Già. Mi faresti un CD con 1500 files della mia
musica così quando vado al mercato me
l’ascolto? Mi
insegni a usare il computer?
Poi
nasce un bimbo. Te lo mandiamo. A fare cosa penso io, poi capisco. Posso esse
molto utile. Io sono un ex professore di italiano,
posso insegnare a suonare e a scrivere a usare un computer. Capisco che questi
hanno trovato la gallina dalle uova d’oro e cortesemente mi ritraggo . Intanto la rete nuova è sta messa
ma non da loro che non sono capaci ma un muratore vero. In questo
momento il rapporto è normale, solo che loro non accettano che io non mi
presti alle loro richieste. Già amico per fare questo e quello, io sono ingenuo ma non stupido fino a questo punto.
Così quando Angelo e Silvana vengono a trovarmi
una domenica e passiamo assieme la giornata andando fuori a pranzo e girando il
giardino non lo possono proprio sopportare.
Il
giorno dopo è domenica e il mio giardinetto è pieno di maglie
maglioni, coperte,mi hanno tirato dentro di tutto e di
più. Esce una delle donne con la quale non mi
permetto di discutere; le dico solo stare attenti con me perché io ho un
certo carattere, mentre le tiro all’altra parte tutta la loro roba.
Poi
prendo uno dei figli figlio e gli dico urlando andate
a rompere i coglioni a casa vostra. Vi ricordate il
proverbio. Errare è umano una volta la seconda
è diabolico. Adesso hanno davvero rotto, decido
di chiudere ogni rapporto e ignorarli. Già ma come fai ad ignorarli se
li senti dalla mattina alla sera sbraitare a un palmo
da te? A questo punto decido di non tagliar più la siepe che ci separa.
Prima lo facevo per non averli tra i piedi e perché mi piace il giardino ordinato ma adesso non mi interessa
più. Il giardino è perso non ci vado più.
Così uno dei figli mi suona alla porta- Tu devi
tagliare siepe. - Già loro parlano per ordini. -Io non taglio un bel
niente- gli rispondo. -Allora io vengo nel tuo giardino e tu lasci me tagliare.
- No tu nel mio giardino non ci metti piede. -
Dopo
quindici giorni dopo mi arriva la lettera di un avvocato con una diffida di
tagliare la siepe che impedisce il transito del loro mezzo ( sic) altrimenti
seguirà denuncia. Capito ? “Sti pezzi
di” mi hanno tagliato tutti gli alberi in mia
assenza e adesso mi vogliono denunciare perché qualche fogliolina esce
dalla rete ed entra nel loro letamaio. Telefono al mio amico Bernardi
che sa tutto di queste cose e mi dice che sta a loro tagliare la siepe dalla
loro parte. . Il giorno dopo vado alle Acli e chiedo
assistenza legale. L’assistenza costa 50 euro solo per il primo incontro.
Penso fra me e me: devo anche spendere 50 euro per questi animali ?
Vado
dall’avvocato che mi ha mandato la lettera gli spiego a situazione e
anche che quindici giorni prima all’una e mezza di notte stavano a spaccare la legna nel cortile. Che non ne posso
più che si taglino loro la siepe dalla loro parte ,
lei è una donna, acconsente e dice che riferirà e che la lettera
è da considerarsi annullata.
Bene
ho vinto la causa , ma questo non basta, ora inizia la campagna
soprannominata “Morire “ Comincio ad urlare dal muro confinante che se ne devono
andare .
A
questo punto il dirimpettaio che ha sin dall’inizio assunto il ruolo del
protettore dei poveri emigranti si attiva e comincia a
prendersela
con me perché io invece d fare come lui dico chiaro e tondo a ‘sti pezzi di’ di tornare a casa loro.
Inizia
così il periodo del signore che nella sua Ape si piazza davanti ai vetri
della mia casetta e mi guarda. E’ un chiaro messaggio intimidatorio. Io
per un po’ come ho già scritto nel mio diario
tiro giù le tapparelle, poi una sera esco e lo fisso con le braccia
conserte sulla soglia della mia porta d’ingresso. Lui se ne va. Finisce così anche quest’ altra storia. Già perché non
solo questi mi hanno rovinato la vita, ma ho perso amici a causa del mio
irrigidimento nei confronti dei poveri immigrati fino ad arrivare a ad avere contro anche parte del vicinato. Per arrivare a ieri sera. Mi dico ma è
possibile che io non possa più usare del mio giardino ? Comincio a
mettere un po’ d’ordine e pulire e subito esce un figlio e
comincia a guardarmi fisso. Io gli faccio - Così’hai da
guardarmi vai a casa tua rompere i coglioni. - Allora
arrivano un altro figlio il padre e sono in tre. Tu rompi coglioni a me mi fa ,- ah sì io rimando tornate a
casa vostra qui non vi vogliamo.- Lui di rimando - Tu vai via di qua che io ho
comprato casa.- Allora improvviso una manifestazione da solo. E comincio a
ritmo guardandoli negli occhi- Via Via
Via andate Via ; Via Via,
Via andate Via Via Via ecc.sono come un corteo, la mia voce
è sempre più forte davanti c’è l’Autonomia, al
centro Lotta Continua, è la mia commemorazione del sessantotto. Beppe di
lassù mi guarda e sorride.
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5 2008 Ho
appena visto una trasmissione su RAI uno La vita in diretta da Prato :
Lì i cittadini italiani si lamentano per la invasione cinese. Da 3000
nel