Giorgio Lanzani’s paintings
Ciclisti nella neve Olio su cartoncino 30 per 20 cm.
Game of chance
1987 - watercolours
on
(cm25/18)
Di solito i critici d’arte che hanno
analizzato i lavori di Giorgio Lanzani
pittore hanno parlato di fantasia, di trame alla Mirò eccetera, calcando la
mano su una presunta parentela tra i suoi segni e quelli del pittore spagnolo.
In realtà se si vuole davvero capire da dove parta l’ arte pittorica del L. bisogna invece partire dal L.
stesso o per meglio dire dai suoi scarabocchi. Lavori giovanili fatti in classe
tra uno sbadiglio e un interrogazione, lavori che spesso sono quasi
indecifrabili a causa delle ripetute correzioni e modifiche. I lavori del L. maturo per meglio dire del L.
a partire dal 1978/79 sono degli enormi scarabocchi colorati sempre più
raffinati e sottili. Arte dell’inconscio come del resto si sa sono gli
scarabocchi, ma arte con
Il lavoro più riuscito del L. è senza dubbio “Gioco d’azzardo”, un piccolo quadro che
contiene una miriade incredibile di forme e colori e dal quale si potrebbero
trarre come minimo una dozzina di quadri completi.
I quadri del L.
sono in effetti dei bozzetti che a lui non interessa più sviluppare. A lui non
interessa creare il lavoro eclatante, formalmente ineccepibile, da appendere in
salotto sopra al divano magari abbinato ad un altro in stile. Quello che gli
interessa è il costruire un mondo finito che si autoregga
in un meccanismo più o meno complesso e
che sia capace di creare una armonia. E qui la parola armonia ci parla di
musica, di musicalità: si sa che il L. è in primo
luogo un compositore e che la ricerca armonica è la base per qualsiasi
compositore per costruire un’ arte sua propria originale. Dunque una musicalità
di piccole trame, di momenti magici che però non disdegna di ambire anche alla
costruzione di opere di ben più vasto respiro come l’opera Amleto alla quale
sta attualmente lavorando.
Per concludere si tratta di arte
genuina, praticata solo in momenti particolari della vita dell’artista, che
vede una produzione vastissima di piccole miniature, preziose trame
acquerellate e collegate da flebili segni di china. Un mondo tutto suo
originale e già solo per questo di grande valore, che possiamo definire Postastrattismo.
B V Kampos