Ducati 175

 

Sì questa storia ve la devo proprio raccontare. Quando conseguii la maturità classica mio padre mi chiamò e mi disse Giorgio guarda io ti avevo promesso che come a tuo fratello anche  te avrei regalato la Treccani per la maturità, ma purtroppo sono tempi difficili, il mercato dei gioielli è fermo e quindi scegli un altro regalo che sia meno costoso. Io dissi subito la moto. Uao non l’ avessi mai detto. Io che non avevo mai potuto andare neanche in bicicletta volevo la motocicletta! Neanche a parlarne. Ti regalo una cinquecento. No non la voglio: voglio la moto o niente. Allora niente.

Sic, con le mie ultime venticinquemila lire messe via cercando di non comprare l’ultimo lp dei rolling registrandolo dal Ghiselli vado fino a VillaSanta col Gallerani a vedere una Ducati 175. C’era un annuncio sul Corriere vendesi Ducati 175 buone condizioni. Il Gallero guarda annusa c’è un pedalino del freno legato col fil di ferro ma non importa. Guida Franco io non so andare neanche in bicicletta: imparerò. Lui davanti a 120 all’ora e io dietro con la Lancia Appia di mio papà. Compro una vecchia bici e vado al Giuriati la mattina presto di domenica; mi vergogno un po’ ma non è cosi’ difficile poi e imparo in fretta. La Ducati mi aspetta bella vecchiotta ma con un bel  serbatoio sensuale sembra quasi un cetaceo sembra, puzza di benzina va bene così. Parto e vado piano poi accelero non  è poi così difficile. Una mattina viene l’Aldo a trovarmi e mi fa uee ma c’hai la moto io ci correvo in moto dai andiamo e via a zig zag curve all’inverosimile con la forza di gravità che dice alle gomme : e io ?

Alla fine la moto va per due o tre giorni poi si ferma e non va più. Il maledetto impianto elettrico. Porto la batteria a ricaricare  cinquecento lire e via altri tre giorni. Insomma più che a benzina la mia moto andava a corrente.

La porto da un meccanico da un altro ghe nient de fa. La porto dal meccanico ufficiale Ducati : dovevate vederlo un assatanato tutto sporco di olio e di grasso con i capelli ritti sulla zucca sopra due paia di occhiali grossi come quelli di carnevale col nasone. La tiene uno due mesi poi anche lui ghe nient de fa.

Insomma mi rassegno la uso a sprazzi quei due o tre giorni finché la batteria non si scarica.

Per non parlare del rumore, un rumore pazzesco come quello che ci deve essere nella stanza dei motori di un transatlantico!

Ho esagerato questa  volta chiedo scusa ma era per dare l’idea. Una volta A Cavi di Lavagna ( l’avevo spedita via treno se no mai sarei arrivato da Milano ) corro in una stradina interna e mi trovo un vigile con le mani sbarrate davanti che mi ferma e mi dice: lei andava almeno a sessanta all’ora dove si può andare al massimo a trenta: è in contravvenzione mi dia il libretto e la patente. La patente l’avevo ma il libretto mannaggia. Era  a casa. E’ a casa gli faccio mesto. E dov’è la sua casa,. A Cavi. Gli faccio. Vada a prenderlo e torni qui. Vado e torno come un fulmine. Appena arrivo mi fa lei ha impiegato troppo poco tempo le dovrei fare un'altra multa e poi accenda il motore mi faccia sentire il rumore pazzesco della sua moto ma non sente che la marmitta è rotta ? Ma guardi gli rispondo non è la marmitta sono le valvole , quello che sente è il gioco delle valvole del motore. Impossibile mi faccia sentire: accidenti  non posso crederci…

Va bene facciamo così lei è giovane è qui in campeggio vero le faccio una multa per cinquemila lire invece che per trenta…

Fiuuuu è andata quella volta. Ma non quell’altra che sono rimasto al buio in galleria tornando da Sestri: la moto l’ho data via ho fatto venire un rottamaio a prenderla e non l’ho più voluta vedere.
Ho preso diecimila lire come ferrovecchio: se l’avessi adesso varrebbe qualche milioncino come moto vintage ma non fatemici pensare, ho appena visto su E Bay Tedesco che una vecchia Schuco Mercedes 220 SE telecomandata come la mia, che mia mamma ha voluto dar via regalandola alla donna di servizio, vale oggi dai due  ai duemilacinquecento euro: mamme non date mai via i giocattoli dei vostri  figli: incellofanateli e picchiateli a sangue se li rovinano giocandoci: quando saranno grandi vivranno da nabbabbi vendendoli ai collezionisti di giocattoli d’epoca !

 

 

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