La nave tritaghiaccio era
ormai a poche miglia da me quando mi ricordai che dovevo riportare indietro il martellone
preso a noleggio. Per fortuna arrivò un armadillo che trainava un rik-sciò con
pattini al posto delle ruote e in un men che non si dica fui al cospetto del cane Totò che mi aspettava con
un naso tutto bagnato, tipico dei cani raffreddati. - Giao amigo come va? Sei
già di ritorno ? -
Sì – feci io – non ho molto
tempo e devo cercare di muovermi , sai il mio è un viaggio last minute, di
quelli che devi tornare entro una settimana se no ti aumentano il costo del
viaggio ! -
- Sì va bene però... -
- Però
cosa ? -
- Però
una capatina alla grotta delle balene innamorate non la fai ? Vengono da tutto
il mondo per vederla - E va bene - feci io – Dimmi come faccio ad arrivare.-
- Sali lungo il sentiero di
zucchero e torrone e scendi lungo la discesa di pop corn: lì c’è l’ingresso
della grotta.-
Arrivai alla grotta tutto
trafelato, sbandando per paura di perdere la nave che era ferma alla banchisa
per le formalità consuete, cercando di resistere alla tentazione di riempirmi
la pancia di torrone e pop corn.
Entrai e nella penombra
vidi una scena che non dimenticherò mai : una grotta enorme piena di balene che
soffiavano getti d’acqua altissimi e si lamentavano in coro per un po,’ poi si
fermavano e una sola cominciava la lamentazione della balena innamorata e poi
di nuovo tutte insieme a intrecciare cori impressionanti per la suggestione che
comunicavano. Finito il coro si muovevano in cerchio facendo alte onde che
andavano a cozzare sulle pareti della grotta con un rumore sordo e assordante.
Poi di colpo senza che nessuno desse il là si fermavano e ricominciava la
lamentazione: pensate, poteva andare avanti anche dei mesi! Mi chiederete: ma allora non finiva mai sta
benedetta lamentazione ? Certo per le fortunate o i fortunati che vedevano
arrivare i loro amati e allora era una scena indimenticabile... La balena fortunata si immergeva e saltava
fuori dall’acqua in segno di gioia e poi si univa al compagno o alla compagna
nuotando assieme verso l’uscita della grotta. Tutte le altre balene nella scia
seguivano schiamazzando e prendendo in giro i due innamorati finchè quelli
sparivano all’orizzonte e le altre tornavano dentro la grotta tutte tristi ad
aspettare miglior sorte.
Provai a interrogare
qualche balena ma mi fu impossibile udire la risposta perchè il fragore delle
lamentazioni copriva le tenui voci di chi mi rispondeva. Decisi così di andare
verso la nave tritaghiaccio e mi imbarcai.
A bordo c’era un rumore
infernale. Pensate al macello che fa un normale tritaghiaccio: pensate una intera
nave che tritava e sputava fuori granite al limone in quantità colossali. Io
però ero sazio e devo dire che per parecchi mesi dopo quella scorpacciata non
ho più potuto nemmeno lontanamente pensare all’idea di un limone e di un pezzo
di ghiaccio....
La nave prese comunque ad
andare ed io ero sistemato in una piccola cabina . Dopo poco che ero entrato mi
addormentai e così rimasi tutto il tempo del viaggio : mi svegliai che eravamo
arrivati al Paradiso delle Grandi Viti.
Scesi a terra col mio zaino
e mi avviai : intorno a me enormi viti e cartelloni che indicavano osterie e
decantavano la bontà del vino prodotto. Grappoli d’uva grandi come case,
chicchi grossi come palloni da football, qualcosa di incredibile !
Voi mi chiederete quali
animali popolassero questo nuovo ambiente: ebbene erano strani animali che si
chiamavano esseri umani e si credevano superiori a tutti gli altri, anzi erano
convinti che tutto il creato fosse stato fatto per loro e basta e che gli altri
animali fossero solo stati creati per essere mangiati e usati da loro.
Voi mi direte ma che schifo che razza di bestie questi esseri umani, ma dovete capire che se
ragionavano così la causa era nella grande quantità dei bicchieri di vino che
si bevevano dalla mattina alla sera e che faceva vedere loro il mondo
attraverso la lente deformante della sbronza. Beh direte voi quando rinsavivano
dalla sbronza allora era diverso... Eh
no cari miei: ancora peggio perchè allora saltavano fuori le teorie della superiorità
della razza, che vuole gli uomini esseri superiori a tutti gli altri esseri del
creato. Persino alle rondini chiederete voi.. Ebbene sì a qualsiasi specie
animale del creato. Devo dire che dopo aver assaggiato qualche bottiglione anch’io stavo per cadere nell’equivoco
e partecipare ai cori e alle imprese dei miei amici , ma per fortuna mi salvò
il telefonino. Squillò al’improvviso: era
Priscilla che mi chiedeva conto di quello che stavo facendo. Qualcuno le aveva
riferito della mia ubriacatura e così mi vergognai moltissimo e decisi di lasciare
immediatamente i Grandi Vigneti. Scusatemi se ho parlato male del genere umano,
ma poco davvero di buono c’è da dire a suo favore e
se un domani dovessi riscontrare qualche elemento positivo state certi che ve
lo dirò!
Intanto ero di nuovo in viaggio
, per dove e con chi ve lo racconterò nel prossimo episodio.