Caro
Giorgio,
mi
hai giustamente raccomandato, ultimamente, di non inviarti virus perche’
sarebbe stato sconveniente: hai ragione, sento dire in giro che ultimamente
questo problema ha creato enormi disagi a molti che si scambiano e-lettrine. Comunque
io mi sento bene e nel pieno delle forze , penso quindi di essere ancora sano e
di non averti inviato nulla di infetto
nelle mie comunicazioni. E’ incredibile: io ero rimasto ai vecchi virus
della carta stampata, quelli che infestavano i libri di mio nonno e qualche mio
vecchio libro di scuola: come il doppiello, piccolo imenottero che si nutre di
doppie, con preferenza per le “elle” e le “emme” ed e’ ghiotto di parole come
“mammelle” (anch’io) o “ammollo”. Anche fastidioso era il tarlo punteggiatore
o“tarlo di Montalcino” che rosicchiava punti e virgole provocando i famosi
periodi torrenziali che debordavano dalle pagine dei libri anche quando erano
chiusi in biblioteca. Molto rara era la termite “univerba” che si cibava solo
del verbo“emoparare”in tutte le sue forme: la termite si trova ormai solo in
vecchi testi di medicina, perche’ il verbo e’ ormai decaduto e i pochi esempi
che resistono sono decimati dall’insetto.
Ricordo
ancora due soggetti entomofoni: l’acaro del congiuntivo e il virus permutatore:
il primo si nutre di tutte le persone di quel modo verbale con preferenza per
la seconda plurale: testi che sembrano sgrammaticati sono invece stati
devastati irrimediabilmente da questo animaletto.
Sul
virus permutatore se ne dicono tante: che e’un virus potentissimo e
subdolo,che una sua forma mutante
e’riuscita ingegnosamente ad adattarsi e a passare dai libri ai computer,
ma io non ci credo.
In
ogni caso stai pure tranquillo, sono sicuro di non avere questo contratto virus
dannosissimo prende che le parole
e trasporta le al posto di altre. Spostamenti sono minimi, volte a gli basta spostare poche per rendere parole comunque testo incomprensibile il. Il pensiero completamente perde lavoro significato di e
neppure con un Certosini da ricomporlo
possibile e’.
Virus l’augurio non prenderti di mai con, ti
saluto
.Renato
tuo
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